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domenica 25 gennaio 2009

ABORTO, VATICANO ATTACCA OBAMA: SCELTA PEGGIORE


2009-01-24 13:41
ABORTO, VATICANO ATTACCA OBAMA: SCELTA PEGGIORE

CITTA' DEL VATICANO - "Tra le tante cose buone che poteva fare, Barack Obama ha scelto invece la peggiore" quella di non fermare "la strage di innocenti" nel mondo: così il presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, mons. Elio Sgreccia, ha commentato con l'ANSA, la decisione del nuovo inquilino della Casa Bianca di concedere nuovamente i finanziamenti alle Ong e alle cliniche che contemplano anche l'aborto come mezzo di pianificazione familiare.

"Si tratta di un duro colpo non solo per noi cattolici ma per le persone che in tutto il mondo si battono contro la strage degli innocenti che si compie con l'aborto", ha detto mons. Sgreccia. "Il diritto alla vita è il primo da tutelare e difendere", ha aggiunto. "E del resto, da una statistica condotta di recente dai vescovi americani, mi pare che l'80% dei cittadini degli States fossero contrari all'aborto. Con tutto il rispetto verso la politica di Obama , questo è qualcosa che come chiesa dobbiamo dire".

ABORTO, OBAMA: ORA BASTA POLITICIZZARE IL TEMA
WASHINGTON - "E' tempo che noi smettiamo di politicizzare il tema": in questi termini il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è intervenuto in serata con una dichiarazione scritta, per spiegare le ragioni della sua posizione in tema di aborto.

Secondo Obama, "i vincoli posti dalla 'Mexico City Policy' (la legge voluta da Reagan che vietava i finanziamenti a organizzazioni non governative impegnate nell'ambito di iniziative di pianIficazione familiare, ndr) sono ingiustificatamente ampi nella legislazione vigente, e negli ultimi otto anni hanno minato gli sforzi di promuovere una pianificazione famigliare sicura ed efficace nel Paesi in via di sviluppo. Per queste ragioni, riteniamo corretto superare questa politica e rilanciare i tentativi di proteggere e rafforzare in modo consapevole le donne e promuovere un sviluppo economico globale". "Per troppo tempo l'assistenza internazionale della pianificazione familiare è stata usata come un tema politico - ha proseguito il presidente americano - in un dibattito senza sbocco che è servito solo a dividerci. Non ho intenzione a continuare in questo dibattito stantio e infruttuoso". "E' tempo - ha affermato Obama - che la finiamo con la politicizzazione del tema. Nelle prossime settimane la mia amministrazione comincerà una franca conversazione sulla pianificazione familiare, lavorando per trovare aree di un terreno comune in cui fare incontrare al meglio i bisogni delle donne e delle famiglie in America e nel mondo".

Nella sua dichiarazione, diffusa dall'ufficio stampa della Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti prosegue poi in questi termini: "Ho dato indicazioni al mio staff di raccogliere e mettere insieme tutti gli aspetti del tema per raggiungere l'obiettivo di ridurre le gravidanze indesiderate. Lavoreremo anche per promuovere la maternità sicura, per ridurre i tassi di mortalità materna e infantile e per aumentare le opportunità educative ed economiche per donne e ragazze". "Inoltre - ha proseguito - mi auguro di lavorare con il Congresso per ripristinare il supporto finanziario americano al fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA). In questo modo - ha concluso - gli Stati Uniti si uniranno alle 180 altre Nazioni donatrici, lavorando in modo collaborativo per ridurre la povertà, promuovere la salute di donne e bambini, prevenire hiv/aids e provvedere alla assistenza della pianificazione familiare delle donne in 154 Paesi".


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(di Marco Bardazzi)
Con un previsto colpo di spugna su una legge di George W.Bush e l'affermazione dell'impegno a "proteggere il diritto di scelta della donna", il presidente Barack Obama ha riaperto il dibattito sull'aborto negli Usa e potrebbe riaprire anche quello sulla ricerca sull'embrione. Ma per ora si tratta di un approccio soft, che lascia la porta aperta al dialogo, a conferma dell'esigenza di Obama di non scatenare battaglie culturali nel paese, in un momento in cui ha bisogno di unità bipartisan per le emergenze economiche. Ma i vescovi cattolici hanno espresso "grande disappunto" per la mossa di Obama.

"Un'amministrazione che vuole ridurre gli aborti non dovrebbe deviare fondi federali verso gruppi che promuovono l'aborto", ha affermato il cardinale di Filadelfia Joseph Rigali, responsabile della commissione per la vita nella Conferenza dei vescovi. La Chiesa teme inoltre che siano in arrivo scelte che rimettano in discussione leggi federali e statali che nel corso degli anni hanno limitato gli effetti della sentenza 'Roe contro Wade', che legalizzò l'aborto 36 anni fa. "Siamo preoccupati - ha detto alla Radio Vaticana il vescovo di Orlando, Thomas Gerard Wenski - per il fatto che gli ideologi pro-aborto possano prevalere in Congresso e presentare a Obama una proposta di legge abortista più radicale". Obama ha firmato un ordine esecutivo con cui rimuove un divieto nell'uso di fondi federali per la promozione dell' interruzione di gravidanza all'estero, che è al centro di un palleggiamento politico da 25 anni. Nel 1984 l'allora presidente repubblicano Ronald Reagan stabilì quella che è stata battezzata la 'dottrina di Citta' del Messicò, dal luogo dove si teneva un vertice dell'Onu sulla popolazione. In pratica, Reagan vietò l'uso di soldi pubblici per organizzazioni non governative, attivisti e cliniche che, nell'ambito di iniziative di pianificazione familiare nei paesi in via di sviluppo, praticavano aborti o li proponevano nei loro consultori. Bill Clinton, al suo arrivo alla Casa Bianca nel 1993, fece della rimozione della 'Mexico City Policy' l'obiettivo del suo primo ordine esecutivo da presidente e scelse di firmarlo il 22 gennaio, nell'anniversario della sentenza 'Roe contro Wade' che nel 1973 ha reso legale l' aborto negli Usa. Bush, non appena diventato presidente nel 2001, annullò la decisione di Clinton sempre nella data simbolica del 22 gennaio, quando a Washington da anni decine di migliaia di persone invadono il Mall per la cosiddetta 'Marcia per la vita', contro l'aborto. Obama aveva fatto sapere da tempo che avrebbe riportato la situazione all'epoca di Clinton, annullando l'ordine di Bush, ma ha scelto - con un altro simbolismo - di non farlo il 22 gennaio.

Un gesto che è stato letto come un segno di volontà di non andare allo scontro con gli antiabortisti, che hanno invaso giovedì la stessa spianata dove, 48 ore prima, circa 2 milioni di persone avevano salutato il giuramento di Obama. Un ulteriore segnale della cautela del presidente su questo terreno, è stata la scelta di firmare l'ordine senza enfasi, lontano dalle telecamere e tenendo un profilo assai più basso di quello scelto per annunciare per esempio l'ordine per la chiusura di Guantanamo e delle prigioni segrete della Cia. I giornalisti in un primo momento dovevano partecipare alla firma, ma la Casa Bianca ha poi cambiato idea. Obama ha diffuso, nell'anniversario di 'Roe contro Wade', una dichiarazione nella quale ha ribadito il proprio impegno per "il diritto di scelta della donna" e sottolineato la convinzione che la sentenza del 1973 "non solo protegge la salute e i diritti riproduttivi delle donne, ma rappresenta un principio più ampio: che il governo non deve interferire nelle questioni familiari più private". Ma le battaglie sul fronte etico sembrano solo rimandate negli Usa.

La Chiesa è pronta a scendere in campo contro Obama se sul suo tavolo arriverà per la firma una legge, il Freedom of Choice Act (Foca), che il Congresso sta sviluppando e che dovrebbe prevedere una rimozione di tutti i limiti all'aborto decisi a livello federale e statale negli ultimi decenni. E un altro possibile scontro potrebbe maturare sul terreno della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Obama ha promesso di rimuovere i limiti al finanziamento federale alla ricerca sull'embrione stabiliti da Bush nel 2001. La Fda, l'agenzia federale che vigila sulla ricerca scientifica, ha mandato oggi un segnale di inversione di rotta in questo senso, autorizzando per la prima volta una società privata a svolgere test con staminali embrionali su pazienti umani.

(marco.bardazzi@ansa.it)
http://ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_874056681.html

sabato 24 gennaio 2009

IL PRESIDENTE BARACK OBAMA ABORTISTA


WASHINGTON - La rivoluzione Obama comincia ad abbattere i primi pilastri dell'era Bush. A poche ore dall'insediamento, il presidente democratico sta per siglare lo sblocco dei fondi federali ai gruppi internazionali che promuovono o effettuano l'aborto. Il provvedimento era stato già preannunciato nel programma di Obama come una delle prime misure ad essere varate. L'attuale legislazione impedisce che il denaro dei contribuenti americani - di solito attraverso il canale dell'Agenzia per lo Sviluppo internazionale - sia utilizzato a vantaggio di organizzazioni di pianificazione familiare che offrano operazioni di interruzione di gravidanza o facciano opera di informazione, consulenza e indirizzamento a strutture che effettuano gli aborti. Conosciuta anche come "Global gag rule" o "Mexico City Policy", è stata introdotta per la prima volta ai tempi della presidenza Reagan (nel corso di una conferenza Onu nella capitale messicana nel 1984) e poi revocata e reintrodotta dalle successive amministrazioni democratiche e repubblicane. Bill Clinton l'aveva revocata nel 1993, ma era tornata come uno dei primi atti di George W. Bush al suo primo ingresso alla Casa Bianca nel 2001. Obama ha scelto di firmare il provvedimento in un'occasione di "basso profilo" - dice l'Associated Press - il giorno dopo il 36esimo anniversario, celebrato ieri, della famosa sentenza Roe v. Wade con cui la Corte Suprema legalizzò l'aborto. Il provvedimento non è una sorpresa, dal momento che sia Obama sia il segretario di Stato Hillary Clinton, che sovraintende agli aiuti internazionali, l'avevano introdotto tra le loro promesse in campagna elettorale. Ma nelle primissime ore della sua presidenza, finora, Barack Obama ha scelto sì di rovesciare le politiche Bush ma sempre su argomenti abbastanza condivisi, come la necessità di chiudere il campo di prigionia di Guantanamo o rendere più trasparenti i documenti pubblici.
Le associazioni antiabortiste si sono scatenate e i vescovi si sono detti "molto preoccupati per il deciso sostegno di Obama al diritto all'aborto". Ai microfoni della Radio Vaticana il vescovo di Orlando, monsignor Thomas Gerard Wenski, ha detto che "i vescovi sono impegnati a convincere la gente a contattare i rappresentanti in Congresso affinché si oppongano a qualsiasi iniziativa legislativa tesa ad ampliare il diritto all'aborto".


(Repubblica.it 23 gennaio 2009)

http://iosonoconvoiognigiorno.blogspot.com/2009/01/obama-tornano-i-fondi-alle-lobby-pro.html

martedì 16 dicembre 2008

Si accende la polemica sulla nuova pillola Ru486

14 dicembre 2008
Si accende la polemica sulla nuova pillola Ru486



«La prossima somministrazione della pillola Ru486 in Italia impone a tutti il dovere di informare correttamente le donne italiane che intenderanno farne uso». Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, interviene nel dibattito sull'utilizzazione di questa pillola abortiva anche in Italia, ipotesi che è stata duramente criticata dal cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del dicastero vaticano per la pastorale sanitaria.

Il ministro Meloni ha sottolineato che si tratta «di un farmaco potenzialmente pericoloso per la loro salute (delle donne, ndr), la cui vendita è stata autorizzata dall'agenzia farmaceutica in virtù di un accettabile rapporto costi-benefici purché il suo impiego sia coerente con la legge 194 e purché sia previsto esclusivamente in ambito ospedaliero. Ciò vuol dire che si è ritenuto questo farmaco non più pericoloso della tecnica normalmente usata per gli aborti, ma sempre di aborto si tratta».

Sulla stessa linea la deputata del Pdl, Isabella Bertolini, che parla di «kill pill» e ricorda che «chi ha a cuore davvero la salute delle donne italiane non può che essere contrario all'introduzione della Ru486».
Intanto Guido Rasi, direttore generale dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, ha annunciato che entro il 19 dicembre il consiglio di amministrazione dell'Agenzia esaminerà la questione Ru486. Dall'incontro potrebbe uscire il via libera al farmaco, la cui somministrazione è previsto che avvenga in ospedale. Il Governo, ha chiarito Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, non può impedire l'introduzione della pillola, che - ricorda Roccella - è stata autorizzata dal comitato tecnico scientifico dell'Aifa durante il Governo Prodi.

«Siamo delusi dall'incomprensibile inerzia del governo nei confronti della Ru486. Dopo sette mesi non solo l'esecutivo non è stato in grado di impedire l'introduzione della pillola abortiva ma anche la sospensione delle linee guida sulla legge 40 e i nuovi regolamenti per una più corretta applicazione della 194 sono rimasti lettera morta» ha commentato il deputato Udc Luca Volontè.


14 dicembre 2008
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/12/Pillola-polemica-Ru486.shtml?uuid=a9956bba-c9f1-11dd-bdaf-ab013e6d2ce1&DocRulesView=Libero

lunedì 1 dicembre 2008

ABORTO: VATICANO, E' BARBARIE MODERNA CHIEDERE CHE DIVENTI DIRITTO UNIVERSALE

ABORTO: VATICANO, E' BARBARIE MODERNA CHIEDERE CHE DIVENTI DIRITTO UNIVERSALE

ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 14:36
Citta' del Vaticano, 1 dic. (Adnkronos) - E' una barbarie moderna chiedere che l'aborto diventi un diritto umano universale dell'uomo. E' quanto afferma mons. Celestino Migliore in merito alla discussione cui sara' chiamata l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il prossimo 10 dicembre, per aggiungere l'aborto ai diritti universali dell'uomo. La richiesta avanzata da un gruppo di organizzazioni favorevoli all'aborto, ''e' triste e indignante - ha detto all'agenzia cattolica francese I-Media mons. Migliore, osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite - perche' questa iniziativa lavora in favore dello smantellamento del sistema dei diritti umani, in quanto ci porta a riorganizzarne l'enunciazione e la protezione attorno non piu' a diritti, ma a scelte personali''.
''Rappresenta - ha aggiunto - l'introduzione del principio homo homini lupus, l'uomo diventa un lupo per i suoi simili''. ''Questa e' la barbarie moderna che, dal di dentro - ha spiegato il rappresentante del Vaticano - ci porta a smantellare le nostre societa'. Esistono controtendenze motivate, convinte e determinate che dobbiamo sostenere e incoraggiare''.





http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2772458162



SI SAPEVA DA SETTEMBRE

Europarlamento choc: aborto-diritto
Scritto da Administrator
lunedì 08 settembre 2008
È quanto indica una controversa risoluzione comune approvata ieri dal Parlamento europeo, con 394 voti favorevoli e 182 contrari. Il testo fa riferimento al quinto degli otto Obiettivi del millennio, definiti dalle Nazioni Unite nel 2000 per eradicare, entro il 2015, la povertà, le malattie e il sottosviluppo nel mondo. Il documento, presentato dai gruppi socialisti, verdi, comunisti e liberali dell'Assemblea in vista della conferenza mondiale Onu del 25 settembre prossimo, chiede fra l'altro investimenti per infrastrutture sanitarie, formazione di personale medico in Africa e Asia, « formazione delle donne » in chiave preventiva. La risoluzione, contestata dal Partito popolare i cui deputati in maggioranza hanno votato contro o si sono astenuti, è stata modificata in aula con l'approvazione di alcuni emendamenti: uno di questi afferma la necessità di una maggiore diffusione della contraccezione mediante preservativi per evitare « malattie e gravidanze indesiderate » ; un altro emendamento fa invece riferimento alla « possibilità di aborto legale e sicuro » per contrastare la mortalità materna nei Paesi poveri.
«È un'altra spinta in direzione abortiva del Parlamento europeo - spiega ad Avvenire il vicepresidente dell'Assemblea Mario Mauro -, ma si tratta di un pronunciamento che non avrà conseguenze pratiche, in quanto privo di basi giuridiche. È un "auspicio" da parte del sedicente schieramento ultraprogressista, che allontana ancor più chi diffida di un'Europa insensibile alla difesa della vita ».
Parere negativo sulla risoluzione è stato espresso da monsignor Giuseppe Merisi, rappresentante della Cei nella Comece, organismo che raggruppa gli episcopati della Ue: « Accanto ad alcuni elementi positivi - afferma Merisi -, il testo ne contiene altri assolutamente negativi, come quello del riferimento all'aborto presentato come diritto. Purtroppo, sui temi della difesa della vita come su quelli della famiglia e altri ancora esiste una sensibilità diffusa, presente come si vede anche nel Parlamento europeo, che privilegia i diritti della libertà individuale contro e oltre i grandi valori della vita e della dignità umana. Occorre maggior impegno - è l'invito di monsignor Merisi - per sensibilizzare le coscienze e le istituzioni su queste tematiche essenziali ». ( R. E. )
Avvenire 5 settembre 2008

http://www.farmaciadellastazione.com/rassegna-stampa-medico-farmaceutico/news-farmaceutiche/europarlamento-choc-aborto-diritto.html

lunedì 24 novembre 2008

Contro l'aborto spedite alla stampa bambole e sangue

In Sicilia
Contro l'aborto spedite alla stampa bambole e sangue

Gaetano Mineo
PALERMO Bambole insanguinate ed interiora di animali per riportare al centro dell'attenzione la legge sull'aborto. È la macabra modalità scelta da Forza Nuova che, per contestare la legge 194, ha inviato pacchi dal contenuto agghiacciante alle redazioni di giornali, tv e agenzia di stampa di Palermo.


Gli autori delle macabre azioni sono stati identificati dai carabinieri. Anche perché avevano indicato il loro vero recapito e nome sul pacco. Si tratta di Giuseppe Provenzale, coordinatore regionale siciliano di Forza Nuova e l'attivista Massimiliano Ursino, 32 anni, che avrebbe provveduto al confezionamento dei pacchi stessi. La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo per accertare o meno la sussistenza di ipotesi di reato. L'iniziativa di Forza Nuova, che di certo ha almeno raggiunto l'effetto pubblicitario sperato, ha provocato sconcerto nel mondo politico. E non solo. Il presidente del Senato, Renato Schifani parla di «un grave ed inqualificabile gesto», esprimendo solidarietà alle redazioni palermitane «che da anni svolgono il loro lavoro di informazione con serietà e competenza». Di «inquietante e intollerabile forma di violenza» parla, invece, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui quanto accaduto deriva «da un fanatismo che desta allarme nelle istituzioni e in tutti coloro che credono nel confronto libero e democratico».
Anche dall'opposizione arrivano alcune reazioni. Come quella del segretario del Pd, Walter Veltroni, per il quale «si tratta di un'iniziativa vile e inquietante, soprattutto perché avviene in un clima che rende ancor più pericolosi e drammatici simili episodi». Sulla stessa linea anche il leader di Idv, Antonio Di Pietro, che parla di una campagna «inquietante perché, chi tenta di ostacolare e minacciare l'informazione, mina alla radice la nostra democrazia».



20/11/2008

http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/11/20/954252-contro_aborto_spedite_alla_stampa_bambole_sangue.shtml

GB: A 18 ANNI INCINTA DI 2 GEMELLE SIAMESI, RIFIUTA ABORTO

GB: A 18 ANNI INCINTA DI 2 GEMELLE SIAMESI, RIFIUTA ABORTO
Roma, 24 nov. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Laura Williams, britannica, ha appena 18 anni e sta per diventare mamma. Sara' la piu' giovane madre, nel Regno Unito, di due gemelle siamesi che dovrebbero nascere questa settimana con parto cesareo. Una nascita non priva di rischi. Solo una coppia su 4 di queste gemelle speciali, che condividono parti del loro corpo e organi, sopravvive nelle prime 24 ore. Eppure Laura non si arrende e vuole essere ottimista: ha deciso di non abortire, nonostante il consiglio dei medici, e ha scelto i nomi delle piccole: Faith e Hope (i beneaugurali Fede e Speranza). La donna e il marito, Aled, stanno per volare a Londra, dove avverra' il cesareo. Le nasciture sono unite dallo sterno all'ombelico, ma ognuna ha il suo piccolo cuore che batte separatamente. Laura, arrivata alla 35esima settimana, racconta sul 'Mail on Sunday' che i medici le avevano prospettato la possibilita' di considerare un'interruzione volontaria di gravidanza, dopo aver visto le condizioni delle bimbe con un'ecografia alla dodicesima settimana. La chance di sopravvivenza di gemelli siamesi sono piuttosto basse e spesso i camici bianchi sono costretti a sacrificarne uno per salvare almeno chi ha piu' probabilita' di superare il parto e i giorni successivi. "A volte penso al peggio - confessa la giovane futura mamma - cosi' sono preparata a qualunque cosa possa accade. Ma se andra' tutto bene, saro' davvero felice. Se sono venute al mondo e hanno fatto tutta questa strada, dobbiamo sperare che facciano anche il resto", afferma riferendosi alle piccole. (segue)
(Sal/Pn/Adnkronos)

24-NOV-08 14:50



http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgxMTI0MTQ1MDI4LnhtbCI7fQ==

mercoledì 24 settembre 2008

Boom della pillola del giorno dopo

Allarme aborti tra le giovanissime
Boom della pillola del giorno dopo
Più che raddoppiate (+ 59%) in sei anni le vendite della pillola del giorno dopo. A prenderle sono donne dai 14 ai 20 anni nel 55% dei casi. Crollano le vendite dei preservativi

ROMA, 24 settembre 2008 - Aumentano in Italia i consumi della pillola del giorno dopo fra le più giovani, ma non degli altri contraccettivi. Le vendite del contraccettivo d'emergenza hanno registrato un +59,5% dal 2001, anno dell'arrivo in commercio, al 2007: in particolare, si è passati da 320 mila scatole nel 2006 alle 374 mila dello scorso anno. A prenderle sono donne dai 14 ai 20 anni nel 55% dei casi.

Cala, invece, l'uso del preservativo, e non certo per il prezzo: dopo un pesante ribasso, si nota una lieve ripresa negli anni 2006-07, ma ancora molto lontana dal picco di massima protezione del periodo 1995-99. Solo un 20% di donne, infine, assume la pillola.


Sono i dati illustrati dagli esperti, in una conferenza a Londra in vista della Giornata mondiale della contraccezione, che si celebra il 26 settembre. «Dalle gravidanze indesiderate si corre ai ripari solo dopo aver rischiato - sottolinea Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale san Raffaele Resnati di Milano - ma non prima, con un'assunzione di responsabilità condivisa. Non ci si protegge però dalle malattie sessualmente trasmesse».

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/salute/2008/09/24/120587-allarme_aborti_giovanissime.shtml