ARTICOLI CONTRO L'ABORTO-ARTICOLI CHE DICHIARANO L'ABORTO UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'-ARTICOLI CHE SPIEGANO CHE IL FETO E' UNA PERSONA DOTATA DI UN'ANIMA SPIRITUALE.

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lunedì 26 aprile 2010

Cosenza, feto sopravvive all'aborto

26/4/2010 (13:4) - IL CASO
Cosenza, feto sopravvive all'aborto

Il cappellano si è accorto
che il corpicino respirava
COSENZA
Ha cessato di vivere nella notte, intorno alle 3, il corpicino del piccolo di 22 settimane che era sopravvissuto ad un aborto terapeutico sabato nell’ospedale di Rossano (Cosenza). Qui si era recata la giovane che, come raccontano oggi i quotidiani «Gazzetta del Sud» e «Calabria Ora», alla sua prima gravidanza aveva però deciso di interromperla per la presenza di una malformazione del nascituro, il cui quadro clinico era assai grave anche per via delle 22 settimane di gestazione.

Tutto sembrava essere andato secondo programma. Ma ieri mattina il cappellano dell’ospedale, che si era recato a pregare sul feto, si è invece accorto che questo aveva ancora il cuore che batteva. Allertati i sanitari, il corpicino, di appena 300 grammi, era stato trasportato al nosocomio di Cosenza. Inutili però i tentativi di tenerlo in vita.

Gli agenti del commissariato di Rossano hanno già acquisito la cartella clinica e nelle prossime ore saranno ascoltati i medici che hanno effettuato l’intervento di interruzione di gravidanza. In particolare gli inquirenti stanno cercando di accertare se ci sono state negligenze, da parte del personale medico, che avrebbe dovuto accertarsi del decesso subito dopo l’interruzione di gravidanza.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201004articoli/54456girata.asp

sabato 2 febbraio 2008

GINECOLOGI-"RIANIMARE IL FETO DOPO L'ABORTO"

''Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente''. Lo affermano in un documento congiunto i direttori delle cliniche di ostetricia e ginecologia di tutte e quattro le facoltà di medicina delle università romane: La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico. Secondo i cattedratici firmatari del documento, infatti, ''con il momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e quindi all'assistenza sanitaria''.
Rianimarlo dopo l'aborto - Pur non citando esplicitamente il caso degli aborti dopo la 22esima settimana, la presa di posizione dei direttori di cattedra ricalca le preoccupazioni espresse dai vescovi italiani riguardo ai casi di Ivg dopo il quarto mese, quando cioè le moderne tecniche di rianimazione consentirebbero di mantenere in vita il feto ed arriva a conclusione di un Convegno promosso dalle stesse cattedre al Fatebenefratelli di Roma in occasione della Giornata della Vita. ''L'attività rianimatoria esercitata alla nascita dà il tempo necessario - si legge nel testo - per una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e delle possibilita' di sopravvivenza, e permette di discutere il caso con il personale dell'Unità ed i genitori''. Tuttavia, concludono i direttori delle cliniche ostetriche, ''se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico''.
Legislazione pazzesca - Il problema della rianimazione dei feti prematuri "è stato ampiamente discusso, e non siamo mai riusciti a elaborare un documento condiviso. Anche perchè la legislazione italiana è pazzesca, con due leggi, la 40 e la 194, in contraddizione tra loro. Servirebbe chiarezza". Così il ginecologo Nicola Colacurci, dell'Università di Napoli, ex segretario dell'Associazione Ginecologi italiani, commenta la presa di posizione dei direttori delle cliniche di ostetricia e ginecologia di tutte e quattro le facoltà di medicina delle università romane, secondo cui il neonatologo deve rianimare un feto prematuro anche se la madre e' contraria. Una presa di posizione che tocca il dibattito sull'aborto: di fatto, si potrebbe creare il paradosso di una legge che con una mano consente alla madre di abortire entro un certo termine, e con l'altra obbliga il neonatologo a intervenire sul feto.

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/08/febbraio/02/ginecologi_proposta_feto_333.html?stampa