ARTICOLI CONTRO L'ABORTO-ARTICOLI CHE DICHIARANO L'ABORTO UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'-ARTICOLI CHE SPIEGANO CHE IL FETO E' UNA PERSONA DOTATA DI UN'ANIMA SPIRITUALE.

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domenica 2 marzo 2008

LA COLOMBIA E L'ABORTO

Il cammino lento dell'America Latina: la Colombia e l'aborto
21 dicembre 2005 - Diego Brugnoni
Mentre il presidente del Venezuela Hugo Chavez è stato recentemente insignito del Premio José Martí 2005 dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) per aver "contribuito alla unità e integrazione dei Paesi dell'America Latina e del Caribe e alla preservazione della sua identità, tradizioni culturali e valori storici", lo stesso presidente venezuelano e quello della Colombia Alvaro Uribe hanno mostrato la volontà di trovare una linea di distensione tra i due paesi nonostante le forti differenze ideologiche che segnano le rispettive politiche. L'incontro è avvenuto in occasione dell'omaggio a Simòn Bolivar, il Libertador che governò un'area geografica comprendente Bolivia, Perù, Ecuador, Panamà, Venezuela e Colombia.
I delicati colloqui che si stanno tenendo a L'Avana tra il governo colombiano e l'Ejército de Liberaciòn Nacional (ELN), permettono però di ricordare quanto sia lontana la Colombia di Uribe dalla nuova America Latina che ha ormai sfondato le porte anche della strategica Bolivia. Tagli ai salari e riforma del lavoro iniqua, privatizzazioni, "Sicurezza Democratica" come modello di governo (ovvero, un mostro linguistico al pari di "Guerra Democratica" che nasconde una soluzione militare del conflitto sociale) e, ancora, il Plan Colombia e la legge Giustizia e Pace. Non è certo questo il modello della nuova America Latina, la quale vuole lasciarsi alle spalle l'ingerenza del furbetto imperialismo yankee.
Ma c'è una pagina triste che accomuna tutti i paesi dell'area - per ragioni che trascendono lo spazio di una legislatura - e della quale la Colombia è stata sgradevole protagonista anche nei giorni scorsi: la proibizione dell'aborto, illegale praticamente ovunque ad eccezione della Cuba castrista e di Puerto Rico. Ciò significa che, soprattutto in casi di stupro e incesto, ricorrere a rischiosi e talvolta mortali aborti clandestini rappresenta un dramma per milioni di donne adulte e - perfino più frequentemente - adolescenti sudamericane: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato in 4 milioni gli aborti clandestini e di questi 1,4 milioni riguardano donne brasiliane. Una questione nota da tempo (troppo tempo) contro la quale medici, gruppi femministi e movimenti politici non hanno mancato di dimostrare la loro contrarietà invitando la classe politica a modernizzare una stanca legislazione. In direzione opposta vanno invece i "movimenti per la vita" fedeli ai diktat vaticani (ma il gruppo Catòlicas por el Derecho a Decidir è senz'altro una lodevole realtà che manifesta la viva voglia di cambiamento).
Ritornando alla specificità colombiana, qui si registrano 400.000 aborti clandestini all'anno e la pena prevista per interruzioni di gravidanza clandestine può arrivare a quattro anni e mezzo di carcere. L'aborto è proibito incondizionatamente (così anche in Cile, Honduras, El Salvador e Suriname) e se si pensa che non di rado l'interruzione di gravidanza va a intrecciarsi con quella nostra vergogna che è il turismo sessuale, capirete la portata della devastazione psicologica - quando non fisica - per le donne della vera America.
Ecco, nonostante tutto ciò e nonostante le fervide denunce di Human Rights Watch, pochi giorni fa la Corte Costituzionale della Colombia ha respinto la richiesta dell'avvocato Monica Roa - nativa colombiana e nota attivista - la quale reclamava la depenalizzazione dell'aborto almeno in particolari condizioni.
Un rifiuto che sa di sconfitta.
Note:
- Implicazioni dell'aborto clandestino: http://www.buenasalud.com/lib/ShowDoc.cfm?LibDocID=3303&ReturnCatID=10 - Plan Colombia: http://www.narcomafie.it/colombia_20.htm - Legge Giustizia e Pace: http://www.lettera22.it/showart.php?id=3284&rubrica=39 - La posizione del vaticano: http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&file=brevi&sid=1034 - Il gruppo Catòlicas por el Derecho a Decidir: http://www.geocities.com/catolicas/articulos/campana_28_sep/index.html - Turismo sessuale: http://webrebelde.blogosfere.it/2005/11/per_i_nostri_pr.html

COLOMBIA .ABORTO LIMITATO-IL PRIMO CASO DI ABORTO LEGALE

Primo caso di aborto nella storia del paese


E' avvenuto stanotte il primo caso di aborto (legale) nella storia della Colombia, Paese fortemente cattolico, dopo che in maggio la procedura era stata legalizzata. L'aborto è permesso in soli 3 casi: se la vita della madre è in pericolo, se il feto è gravemente deformato o se la gravidanza è il risultato di uno stupro. In quest'occasione si trattava di una ragazzina di 11 anni violentata dal patrigno. Nonostante il cambiamento della legge, il caso ha dovuto passare in Corte costituzionale prima che l'aborto venisse autorizzato.
Colombia - 25.8.2006


COLOMBIA: LE DONNE RISCHIANO LA GALERA PER ABORTIRESI STIMANO 400.000 ABORTI CLANDESTINI ALL'ANNO, SPECIE TRA LE ADOLESCENTI. PROIBIZIONE ASSOLUTA ANCHE IN CASO DI PERICOLO DI VITA, STUPRO O INCESTO. HUMAN RIGHTS WATCH SI UNISCE ALLA SFIDA CONTRO LA LEGISLAZIONE ANTIABORTISTA
Settembre 2005, di HRW. Traduzione di Luisa

Colombia: le donne rischiano la galera per abortire. Si stimano 400.000 aborti clandestini all'anno, specie tra le adolescenti. Proibizione assoluta anche in caso di pericolo di vita, stupro e incesto. Human Rights Watch si unisce alla sfida contro la legislazione anti-abortista. Settembre 2005. Di HRW. Traduzione di Luisa. (New York, 27 giugno, 2005) In Colombia le donne possono essere detenute fino a quattro anni e mezzo per aver abortito, anche nei casi di violenza o di pericolo di vita. In un messaggio alla Corte Costituzionale colombiana, Human Rights Watch sostiene che le sanzioni penali per chi abortisce sono contrarie agli obblighi previsti dal diritto internazionale e dovrebbero essere dichiarate incostituzionali."Le donne non dovrebbero essere mandate in prigione per aver abortito," dice Marianne Mollmann, ricercatrice sui diritti umani presso Human Rights Watch. "la legislazione anti-abortista in Colombia viola i fondamentali diritti umani delle donne e dovrebbe essere revocata." Il 14 april l'avvocato colombiano Monica del Pilar Roa Lopez, direttore di progetto di Women's Link Worldwide, ha chiesto al tribunale di rivedere la legislazione colombiana sull'aborto e dichiararla incostituzionale. L'ufficio dell'avv. Roa ha subito un effrazione il 16 giugno e sono stati rubati 2 computer e file riservati. Human Rights Watch è preoccupata per l'incolumità del personale che si occupa di questo caso. Si stima che in Colombia avvengano circa 450,000 aborti all'anno. Studi recenti dimostrano che la percentuale di adolescenti che si sottopongono ad aborto illegale è superiore rispetto alle donne adulte. Le conseguenze degli aborti illegali sono una causa primaria di mortalità materna, visto che l'aborto illegale e non sicuro provoca complicazioni mediche che possono essere fatali. Gli enti delle Nazioni Unite che sorvegliano sulle principali convenzioni sui diritti umani hanno ripetutamente insistito sul fatto che l'aborto va depenalizzato almeno nei casi in cui la salute della donna incinta è in pericolo o nei casi di incesto e stupro.Numerosi enti hanno apertamente criticato la legislazione antiabortista colombiana , sottolineando la discriminazione contro le donne e la violazione del loro diritto alla vita e alla salute.Nel proprio appello alla Corte Costituzionale, Human Rights Watch ha citato anche i risultati degli enti regionali sui diritti umani. La Commissione Inter-Americana sui diritti umani ha detto che la più importante Convenzione sui diritti umani, la Convenzione Americana sui diritti umani, è compatibile con il diritto della donna all'accesso all'aborto legale e sicuro.La legge colombiana proibisce l'aborto in qualsiasi caso. La pena è più lieve se la gravidanza è la conseguenza di uno stupro (o "inseminazione artificiale non consensuale"). Nel 2000 il Congresso colombiano ha modificato il codice penale, aggiungendo la possibilità per il giudice di comminare pene diverse a seconda dei casi. Comunque il giudice gode di discrezionalità solo nei casi di stupro e a due ulteriori condizioni: se l'aborto avviene in "situazioni straordinarie di motivazione anormale" (una clausola ambigua che richiede interpretazione da parte del giudice) e se il giudice ritiene la punizione "non necessaria." Comunque una successiva modifica nel 2005 ha esteso la massima pena per aborto da tre a 4 anni e mezzo. "Invece di modificare la legislazione per renderla conforme alle previsioni internazionali sui diritti umani, le autorità colombiane hanno solo imposto pene più severe alle donne per aver esercitato i propri diritti umani," sostiene Millmann. "la corte ha l'obbligo di ribaltare questo sviluppo anti-costituzionale."
To view this document on the Human Rights Watch web site, please visit: http://hrw.org/english/docs/2005/06/22/colomb11202.htm

http://isole.ecn.org/reds/donne/latinoamericane/la0509colombiaaborto.html